La domenica, nel Cilento, comincia spesso così: un cordoncino di pasta arrotolato attorno a un ferro sottile, gesto dopo gesto, finché il vassoio si riempie di fusilli. È una pasta che non si compra: si fa, in famiglia, parlando.

La pasta al ferretto

Il fusillo cilentano nasce da un impasto semplice — semola, acqua, a volte un po’ di farina tenera — arrotolato a mano su un ferretto fino a diventare una spirale cava, perfetta per trattenere il sugo. Richiede pazienza e un po’ di pratica, ma è proprio questo il bello: è cucina che si tramanda con le mani.

Sugo lento, olio a crudo

Il condimento classico è un sugo di pomodoro cotto a fuoco basso per un’ora, profumato di basilico, e finito con il cacioricotta, il formaggio cilentano da grattugia. E, come sempre da queste parti, un filo di olio extravergine a crudo all’ultimo momento: è quello che lega e ravviva tutto.

Per il sugo va benissimo un olio versatile come il TerraMare Italia; per il tocco finale, scegli un extravergine fresco e fruttato del Cilento.

La pasta la fanno le mani; il sapore lo chiude l’olio.

Trovi sotto la ricetta completa, dalla sfoglia al piatto. È un primo che chiede tempo, ma restituisce qualcosa che la pasta comprata non ha: il ritmo lento di una cucina che è anche dieta mediterranea, fatta di grano, pomodoro e buon olio.