Quando versi un filo d’olio su un piatto di verdure, stai ripetendo un gesto che da questa terra ha fatto il giro del mondo. Perché il Cilento non è soltanto dove nasce il nostro olio: è dove è nata l’idea stessa di dieta mediterranea.

Lo scienziato di Pioppi

Negli anni del dopoguerra, un fisiologo americano di nome Ancel Keys notò qualcosa di sorprendente: nei poveri villaggi del Sud Italia le malattie cardiovascolari erano molto più rare che nella ricca America. Decise di studiarne il perché, e per farlo venne a vivere proprio qui, a Pioppi, frazione di Pollica, sulla costa cilentana.

Keys vi rimase per decenni — quasi trent’anni — conducendo il celebre Seven Countries Study, la grande ricerca che mise in relazione l’alimentazione con la salute del cuore. La sua conclusione: una dieta ricca di verdure, legumi, pane e pasta, pesce e olio di oliva, e povera di carne e grassi animali, proteggeva la salute. La chiamò dieta mediterranea. Visse fino a cent’anni.

Un patrimonio dell’umanità

Quell’eredità è stata riconosciuta al massimo livello. Nel 2010 la dieta mediterranea è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO (poi estesa nel 2013 ad altri Paesi del Mediterraneo). E tra le “comunità emblematiche” scelte a rappresentarla nel mondo c’è proprio Pollica, nel Cilento.

Ciò che l’UNESCO ha riconosciuto non è una lista di alimenti, ma un intero modo di vivere: coltivare, pescare, cucinare e soprattutto condividere il cibo. Convivialità, stagionalità, rispetto della terra.

La dieta mediterranea non è una dieta. È un modo di stare al mondo, e il Cilento ne è la culla.

Cosa c’è nel piatto

La tavola tradizionale cilentana racconta tutto questo: tanti legumi (i ceci di Cicerale, i fagioli di Controne), verdure e erbe selvatiche, cereali e pane, pesce azzurro come le alici di menaica, poca carne, frutta, vino con misura. E, a tenere insieme ogni cosa, l’olio extravergine di oliva — il grasso buono che condisce, cuoce e profuma.

Sono i piatti di sempre: le lagane e ceci, le verdure all’olio, il pesce con un filo di crudo a fine cottura.

L’olio al centro

In tutto questo l’olio non è un contorno: è il cuore. È il veicolo dei polifenoli, il gesto che chiude ogni piatto, il filo che lega salute e sapore. Da queste parti si dice da sempre che l’olio extravergine sia un vero alimento nutraceutico — un alleato della vita lunga e piena di cui il Cilento è terra simbolo.

Noi lo coltiviamo, lo franciamo e lo raccontiamo da tre generazioni. Scopri la nostra storia in famiglia, oppure parti dall’olio che porta la longevità nel nome: il Longé.