L’olio extravergine è un prodotto vivo, e come tutti i prodotti vivi invecchia. La buona notizia è che conservarlo bene è facile: basta tenere lontani i suoi quattro nemici.
I quattro nemici: luce, calore, aria, tempo
- La luce innesca l’ossidazione, soprattutto la luce diretta. È il motivo per cui l’olio si imbottiglia in vetro scuro o in latta.
- Il calore accelera il deterioramento: ogni grado sopra i 18 °C lavora contro l’olio. La mensola sopra i fornelli è il posto peggiore.
- L’aria (l’ossigeno) ossida i grassi nel tempo. Tieni sempre il tappo ben chiuso e preferisci formati che finisci in tempi ragionevoli.
- Il tempo fa il resto: l’olio non migliora invecchiando.
Le regole pratiche
- Conserva l’olio in luogo fresco, asciutto e buio, tra i 14 e i 18 °C.
- Lontano da fornelli, forno e fonti di calore.
- Tappo sempre chiuso dopo l’uso.
- Per l’uso quotidiano, travasa una piccola quantità in un’oliera scura, così la bottiglia grande resta al riparo.
- Niente frigorifero: il freddo non serve e crea condensa.
Vetro scuro o latta?
Entrambi vanno bene, perché entrambi fermano la luce. La latta è la barriera migliore contro luce e aria, ed è il motivo per cui i nostri formati da 3 e 5 litri sono in latta. Per il vetro, scegli sempre quello scuro — e comunque tienilo in dispensa, non in vetrina.
L’olio non invecchia bene come il vino. Compralo fresco, conservalo al buio, usalo con gioia.
E l’olio novello?
L’olio novello, spesso non filtrato, richiede un’attenzione in più: i residui sul fondo possono accelerare l’irrancidimento. Consumalo giovane, entro pochi mesi, e se è velato tienilo lontano dal deposito travasandolo dopo qualche settimana.
Tutte le nostre bottiglie riportano in etichetta i consigli di conservazione e la durata consigliata: imparare a leggere l’etichetta è il passo successivo per non sprecare nemmeno una goccia di un buon extravergine del Cilento.