L’olio extravergine è un prodotto vivo, e come tutti i prodotti vivi invecchia. La buona notizia è che conservarlo bene è facile: basta tenere lontani i suoi quattro nemici.

I quattro nemici: luce, calore, aria, tempo

  • La luce innesca l’ossidazione, soprattutto la luce diretta. È il motivo per cui l’olio si imbottiglia in vetro scuro o in latta.
  • Il calore accelera il deterioramento: ogni grado sopra i 18 °C lavora contro l’olio. La mensola sopra i fornelli è il posto peggiore.
  • L’aria (l’ossigeno) ossida i grassi nel tempo. Tieni sempre il tappo ben chiuso e preferisci formati che finisci in tempi ragionevoli.
  • Il tempo fa il resto: l’olio non migliora invecchiando.

Le regole pratiche

  1. Conserva l’olio in luogo fresco, asciutto e buio, tra i 14 e i 18 °C.
  2. Lontano da fornelli, forno e fonti di calore.
  3. Tappo sempre chiuso dopo l’uso.
  4. Per l’uso quotidiano, travasa una piccola quantità in un’oliera scura, così la bottiglia grande resta al riparo.
  5. Niente frigorifero: il freddo non serve e crea condensa.

Vetro scuro o latta?

Entrambi vanno bene, perché entrambi fermano la luce. La latta è la barriera migliore contro luce e aria, ed è il motivo per cui i nostri formati da 3 e 5 litri sono in latta. Per il vetro, scegli sempre quello scuro — e comunque tienilo in dispensa, non in vetrina.

L’olio non invecchia bene come il vino. Compralo fresco, conservalo al buio, usalo con gioia.

E l’olio novello?

L’olio novello, spesso non filtrato, richiede un’attenzione in più: i residui sul fondo possono accelerare l’irrancidimento. Consumalo giovane, entro pochi mesi, e se è velato tienilo lontano dal deposito travasandolo dopo qualche settimana.

Tutte le nostre bottiglie riportano in etichetta i consigli di conservazione e la durata consigliata: imparare a leggere l’etichetta è il passo successivo per non sprecare nemmeno una goccia di un buon extravergine del Cilento.